Mirto di Sardegna tradizionale

NOME GEOGRAFICO ABBINATO Di Sardegna

SINONIMI Il Mirto ha diverse denominazioni dialettali, Mulsta (Ittireddu), Multa (Berchidda, Ittiri, Oschiri, Padria, Pattada, Sassari, Tempio, Alghero), Murta (Bitti, Bolotana, Fluminimaggiore, Oliena, Orani, Orgosolo, Quartu), Murtiu (Carloforte), Murtizzu (Bono) e Muta (Burcei e Villacidro).

CATEGORIA Bevande analcoliche, distillati e liquori

TERRITORIO INTERESSATO ALLA PRODUZIONE Tutto il territorio della Regione Autonoma della Sardegna

DESCRIZIONE SINTETICA DEL PRODOTTO Il Mirto di Sardegna è un liquore dal colore rosso ottenuto dall’infusione idroalcolica di bacche di mirto, di cui conserva il caratteristico profumo, con l’aggiunta esclusivamente di dolcificanti come zucchero o miele. E’ dotato di particolari proprietà digestive e viene consumato preferibilmente freddo.
Il grado alcolico è compreso fra 28% e 36% vol.

ELEMENTI CHE COMPROVANO CHE LE METODICHE SONO STATE PRATICATE IN MANIERA OMOGENEA E SECONDO REGOLE TRADIZIONALI PER UN PERIODO NON INFERIORE AI 25 ANNI Il liquore di Mirto ha origini molto antiche, infatti viene prodotto in Sardegna da più generazioni; non esistono però in proposito fonti scritte ma solo tradizioni orali dato che la bevanda veniva prodotta ad esclusivo uso familiare. La ricetta è stata tramandata dai genitori ai figli per cui anche in una ricerca storica la tradizione orale non può essere trascurata in assenza di fonti scritte. Solo a partire dalla metà degli anni settanta si hanno notizie di una produzione del liquore di Mirto a livello commerciale.

DESCRIZIONE DELLE METODICHE DI LAVORAZIONE, CONSERVAZIONE E STAGIONATURA Il sistema di lavorazione comprende le seguenti fasi :
- La raccolta delle bacche di mirto deve essere effettuata direttamente dalla pianta dopo il raggiungimento dell’invaiatura; queste devono provenire dalla flora spontanea o da coltivazioni che siano il più possibile vicine alle condizioni di spontaneità, effettuate senza l’ausilio di fertilizzanti e di fitofarmaci.
- Le bacche da sottoporre a lavorazione non devono contenere foglie in quantità superiore allo 0,1% in peso; le bacche possono essere lavate con acqua per consentire l’allontanamento delle impurità grossolane (polveri e terriccio, etc).
- L’infusione delle bacche in soluzione idroalcolica al minimo di 40°per un periodo non inferiore a 15 giorni in infusori in acciaio inox utilizzando esclusivamente alcol classificato secondo la normativa vigente; è vietata l’addizione di conservanti, aromatizzanti, coloranti o di qualsiasi altro prodotto, nonché l’utilizzo di altri distillati.
- La spillatura dell’infuso fiore, pressatura delle bacche e filtrazione.
- La riunione del fiore e del pressato costituisce la base per la produzione del liquore; il risultato viene conservato per un periodo non superiore a 24 mesi, calcolati a partire dal 31 dicembre della campagna di raccolta relativa.
- La dolcificazione con zucchero o con miscela zucchero - miele; quest’ultimo con una percentuale non superiore al 15% in peso della miscela dolcificante.
- I processi tecnologici volti alla diluizione, filtrazione, illimpidimento e stabilizzazione con coadiuvanti autorizzati dalle vigenti normative comunitarie o nazionali.

MATERIALI, ATTREZZATURE SPECIFICHE UTILIZZATI PER LA PREPARAZIONE Per esigenze di lavorazione è consentita la frigo conservazione delle bacche a temperatura non inferiore a - 18°C, per un periodo non superior e a 15 mesi.
Il trasporto dal luogo di raccolta al liquorificio e la conservazione devono essere effettuati in contenitori che permettano una efficace aerazione e preservino l’integrità delle bacche.
L’infusione delle bacche avviene in infusori in acciaio inox così come la riunione del fiore e del pressato avviene in contenitori in acciaio inox.
Il liquore finito viene immesso al commercio in bottiglie di vetro.

DESCRIZIONE DEI LOCALI DI LAVORAZIONE, CONSERVAZIONE E STAGIONATURA Si rileva il rispetto delle vigenti norme igienico-sanitarie .

Mirto di Sardegna tradizionale ©
By Jerik0ne via Flickr CC BY-ND 2.0
Prodotto PAT
Prodotti Agroalimentari Tradizionali
Fonte Regione Autonoma della Sardegna

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