Fragola di Romagna

Categoria Prodotti vegetali allo stato naturale o trasformato

Territorio interessato alla produzione La zona di produzione della "Fragola di Romagna" comprende il territorio dei seguenti Comuni atto alla coltivazione di fragole ed è così determinato:

Provincia di Bologna - seguenti comuni
Imola

Provincia di Forlì - seguenti comuni
Bertinoro, Cesena, Cesenatico, Forlì, Forlimpopoli, Gambettola, Gatteo Mare, Longiano, Meldola, Montiano, Roncofreddo, Savignano sul Rubicone, S. Mauro Pascoli

Provincia di Ravenna - seguenti comuni
Cervia, Ravenna

Provincia di Rimini - seguenti comuni
Bellaria, Cattolica, Coriano, Igea Marina, Misano Adriatico, Poggio Berni, Riccione, Rimini, Santarcangelo di Romagna

Descrizione sintetica del prodotto La "Fragola di Romagna" è caratterizzata da un elevato profumo, da sapore dolce e da una buona consistenza del frutto. Essa, inoltre, deve rispondere alle seguenti caratteristiche:
Forma e colore dei frutti sono quelli caratteristici delle varietà
Caratteristiche organolettiche esaltate dal contenuto in zuccheri (residuo secco rifrattometrico) deve essere superiore ai 6,5 °Brix

Descrizione delle metodiche di lavorazione, conservazione e stagionatura La coltura della fragola è attuata in aree tradizionalmente vocate, ove le caratteristiche pedoclimatiche rendono ottimale la produzione di "Fragola di Romagna". In particolare, le condizioni climatiche contribuiscono ad esaltare le caratteristiche genetiche della pianta e la qualità dei frutti.
Per quanto riguarda le condizioni tecnico-colturali, gli impianti possono essere sia in pieno campo, che in coltura protetta. La densità massima ammessa per metro quadrato è la seguente:
pieno campo - 13 piante
coltura protetta - 11 piante
Le tecniche di concimazione e di irrigazione, se necessarie, devono essere applicate razionalmente, al fine di mantenere un adeguato livello di fertilità del terreno ed evitare squilibri nutrizionali ed idrici, che si possono ripercuotere sulla qualità dei frutti e dell'ecosistema agrario. In particolare, i piani di concimazione e di irrigazione devono tener conto delle caratteristiche del terreno e delle pratiche agronomiche attuate.
La difesa delle piante deve essere applicata razionalmente privilegiando tecniche e fitofarmaci a basso impatto ambientale e di massimo rispetto della salute di operatori e consumatori.
Per il raggiungimento delle caratteristiche organolettiche di cui al successivo Art.6, tenuto conto della scalarità di maturazione nell'ambito della stessa pianta, è necessario effettuare la raccolta quando i frutti hanno raggiunto la colorazione tipica della cultivar.
Nelle fasi di distacco dei frutti, di deposizione nei contenitori di raccolta e nel successivo trasferimento, si adotteranno le precauzioni necessarie per non provocare contusioni e ferite.
La produzione unitaria massima consentita di "Fragola di Romagna" è fissata in 350 q.li/ettaro. Nell'ambito di questo limite, la Regione Emilia-Romagna, tenuto conto dell'andamento stagionale e delle condizioni ambientali di coltivazione, fissa annualmente entro il 31 marzo, in via indicativa, la produzione media unitaria di "Fragola di Romagna".
L'eventuale conservazione della "Fragola di Romagna" deve essere effettuata utilizzando la tecnica della refrigerazione. Al fine del mantenimento delle caratteristiche qualitative e per una migliore serbevolezza dei frutti è necessario tenere costantemente sotto controllo i valori di umidità e di temperatura all'interno delle celle frigorifere.

Materiali e attrezzature specifiche utilizzati per la preparazione, il condizionamento o l'imballaggio dei prodotti Sono utilizzati materiali secondo le norme igienico-sanitarie

Storia accertata Purtroppo di questi buonissimi frutti del sottobosco abbiamo pochissime notizie, proprio perché per moltissimo tempo non vengono coltivati, nè negli orti, nè nei giardini, perché sono spontanei e come oggi si trovavano nei boschi. Trattato esauriente di agricoltura è I'Economia in Villa del bolognese Vincenzo Tanara o Tanari, che fornisce notizie valide sia sulla orticoltura, frutticoltura e sulla seta. All'orto, consiglia il Tanara, di destinare un appezzamento di terreno vicino alla corte e il terreno deve essere "compartito in certe glebe di terre....." gli ortaggi enumerati nell'economia" sono tanti, rappresentano uno spaccato della orticoltura seicentesca, tra le altre: asparago, assenzio, cardi, cicoria, cipolla, cocomeri, fagioli, finocchio, meloni, origano, fragole, salvia, ruta ecc.

Alla fine dell'800 e all'inizio di questo secolo prendono piede le cosiddette "sagre laiche" o senza santi di moderna istituzione, numerosissime per la verità, spesso poco durevoli e che nulla hanno a che fare coi santi e con il significato originale del termine con cui vengono indicate, ma piuttosto hanno rapporti stretti e quasi esclusivi con i prodotti tipici di un luogo, con la cucina o con lo sport o la cultura, con il divertimento (Cultura popolare nell'Emilia Romagna: espressioni sociali e luoghi d'incontro - Federazione delle Casse di Risparmio dell'Emilia Romagna - 1990). Queste sono comunque ben accette al popolo e per questo affollate, chiassose, piene di brio e di calore umano, perché la gente diviene protagonista. Con il ritorno della primavera le sagre sono logicamente dedicate alle primizie della terra ed ecco la Sagra della fragola a Gambettola, che si tiene in maggio ormai da ventotto anni. Questa sagra ha il merito di veicolare i prodotti della regione al grande pubblico.

Fragola di Romagna ©
By Italiaonline Fonte: Fotolia
Prodotto PAT
Prodotti Agroalimentari Tradizionali
Fonte Regione Emilia Romagna

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