Maizena, ecco le origini dello strano nome dell’amido di mais

Voi dite amido di mais o maizena? I due termini sono diventati sinonimi, ma in realtà “Maizena” è il marchio con cui la multinazionale Unilever (la stessa di Knorr, Santa Rosa, Findus e Bistefani) commercializza l’amido di mais. Il marchio è talmente diffuso e conosciuto che ormai è comune chiamare così il prodotto. Sapete come si usa in cucina?

Adatto agli intolleranti al glutine

Buone notizie per i celiaci: l’amido di mais, ottenuto lavorando il granturco, è adatto anche a chi è intollerante al glutine. Ottimo come addensante, in particolare nel caso di salse, dolci al cucchiaio, budini, gelati, creme e minestre, può anche essere usato per impanare pesce e carne. Aggiunto all’impasto, fa diventare particolarmente soffici e friabili i dolci da forno, soprattutto le torte, tant’è vero che è perfetto per preparare il Pan di Spagna. In genere in cucina può sostituire totalmente o in parte la farina di frumento e può essere usato da solo oppure insieme ad altre farine. In caso di intolleranza al glutine può essere mischiato con successo con farina di riso o fecola di patate. Attenzione a non confondere l’amido con la farina di mais, quest’ultima si ottiene macinando a secco l’intero chicco, mentre la maizena si ricava mediante macinazione ad umido dell’endosperma. Si presenta sotto forma di una polvere fine e bianchissima, dalla consistenza quasi impalpabile. Quest’amido viene usato ampiamente dall’industria alimentare e non solo. Lo si trova per esempio nei salami per addensare e legare il trito di carne, grasso e spezie dell’insaccato, nei cosmetici come le creme per le mani per il suo effetto emolliente e nelle maschere sbiancanti, nella produzione della birra e dello zucchero a velo, nella composizione di alcuni farmaci, nella produzione di carta, sapone e pasta modellabile. In pratica un prodotto estremamente versatile e non solo gastronomicamente parlando.

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